Toccato il fondo, possiamo solo rialzarci

Lonigo, sabato 08 febbraio 2020, ore 20:30

Leobasket – USMI 78 – 71

USMI: notte fonda

“Occorre pure una visione di ricambio, quando quella del Giudizio non accontenta più nessuno.” Emil Cioran

Non mi piace citare autori nichilisti e pessimisti ma dopo quanto accaduto sabato sera non riesco a capire cosa sta succedendo e sono alla ricerca di una visione di ricambio perché veramente non c’è giudizio che possa esprimere quanto accaduto.

La partita era importante per noi: Lonigo, squadra gemellata, aveva i nostri stessi punti è l’ultima squadra prima del baratro dei play out; era l’occasione per svoltare dopo una lunga serie di brutte partite. Eravamo memori di quanto combinato all’andata quando complice una serie di sfortunate coincidenze ci eravamo trovati a rincorrere senza mai raggiungere i Leoni di Lonigo che ci avevano sbranato; l’obiettivo era quello di non far scappare gli avversari e di bloccare i loro tiratori da tre difendendo forte. Un’altra cosa era fondamentale: stare in campo senza aspettarsi giustizia né imparzialità da parte degli arbitri. Tutto questo è mancato e la partita ha avuto un andamento assurdo e folle legato alla nostra incapacità di gestire le emozioni. In un carosello di alti e bassi illuminati da un arbitraggio privo del necessario equilibrio abbiamo sbandato e ci siamo schiantati nonostante il tentativo di recuperare la giusta traiettoria. Perso male con avversari che sono alla nostra portata. Ce la siamo cercata ed è giusto così.

Un dato su tutti così si comprende quando scrivo la parola imparzialità e non ne parliamo più; 40 minuti di gioco: 2 tiri liberi per l’USMI e ben 26 per Lonigo. A memoria ho trovato discrepanze di questo tipo nelle categorie giovanili ma di solito a questi numeri corrispondevano distacchi di punteggio monstre; peccato che la partita sia finita con 7 punti di scarto. Un dato su cui riflettere.

1 quarto 25 – 18: pronti via prendiamo la palla e il capitano in tranquillità infila una tripla; sembra che le cose stiano andando come previsto anzi crediamo di aver già instradato la partita bene ma in pochi minuti dimentichiamo subito tutto quello che ci siamo detti e lasciamo il pallino al Lonigo; crediamo che la superiorità oggettiva si materializzi per spirito divino e come giusto premio per i numerosi torti subiti. Invece come da copione (1 minuto e 25 secondi) il capitano rimedia subito due falli, metà colpa sua, metà colpa degli arbitri metà colpa di chi non marca e seguiamo il ritmo dettato dai fischi arbitrali in totale passività. Pessima percentuale nei tiri da due completa il quadro.

2 quarto 27 – 14: dopo l’intervallo rientriamo in campo e invece di essere determinati cerchiamo alibi e imparzialità e non troviamo né l’una né l’altra in compenso perdiamo lucidità, determinazione e coesione; non servono a nulla i time out, ci sbraniamo come da migliore tradizione cannibale. La parzialità della coppia arbitrale si somma alla nostra assenza e manda gli avversari nello spogliatoio a 52 punti manco fossimo in NBA sopra di 20 punti.

3 quarto 12 – 17: il coach, nell’intervallo lungo, con pazienza ed esperienza rimette insieme i pezzi e chiede solo di giocare a basket come sappiamo fare. Rientriamo e in 5 minuti rifiliamo un 10 a 0 al Lonigo che si spaventa perché non riesce più ad andare a canestro. Poi caliamo di intensità e li lasciamo rientrare. Se giochiamo a basket invece di parlare possiamo dire la nostra.

4 quarto 14 – 22: la partita Lonigo la vince con i tiri liberi; 14 assegnati nell’ultimo quarto (realizzati solo 7). Noi ci mettiamo del nostro rimediando tecnici e a nulla vale la pressione messa nell’ultimo quarto e le tre triple infilate da Giovanni. Ancora una volta non solo siamo stati salmoni ma siamo stati salmoni cannibali.

L’avversario si poteva battere ma i nostri incubi si sono materializzati e ci hanno impedito di giocare 40 minuti come sappiamo fare. Dobbiamo recuperare intensità determinazione e concentrazione: non esistono schemi e campi dove si vince per diritto di risarcimento. Comincio a pensare che la nostra fama ci preceda e che non ci stia aiutando in questo momento anzi ci sta penalizzando.

Sabato prossimo 15 febbraio 2020 alle 19.30 ospitiamo la ProPace che ci sovrasta in classifica. Dobbiamo recuperare e ripartire dalla grinta che ci abbiamo messo all’andata e guardare a quello che possiamo fare noi non a quello che dovrebbero fare gli altri.

Bosisio 16, Bruno 6, Boaretto 14, Bergantin 3, Malagoli F 5, Viberti 10, Hueber 8, Malagoli G 2, Turi F 5, Turi M 2; Coach Pellecchia, primo assistente Satalic.

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