Serie D, si conferma la fase altalenante dell’Usmi

9 marzo 2019
Palestra I. Alpi
USMI – Redentore Este: 60 – 70

Di Stefano Migotto

Le prestazioni in qualsiasi campo, dalla musica agli scacchi, dallo sport all’arte e alla letteratura, sono frutto in maniera preponderante dell’esercizio e della preparazione piuttosto che di capacità innate. Le potenzialità per trasformarsi in successo concreto non possono prescindere dall’impegno e dalla dedizione.” P. Trabucchi

In questo incontro di inizio primavera la migliore in campo è stata la curva dei Pucciadores che ha reagito con orgoglio, classe e attaccamento ai colori dell’USMI all’ennesima sanzione rimediata a San Bonifacio e ai “fatti” accaduti nel dopo partita a San Bonifacio. Di questo ultimo punto non parliamo più perché ciò che distingue gli attaccabrighe dai veri tifosi è la capacità di lasciare alle spalle le esperienze negative e di imparare da queste ultime ma senza dimenticare. Grazie ragazzi per i continui cori di incitamento e per l’amore verso i ragazzi dell’USMI che in questa serata di inizio marzo non sono stati all’altezza del compito e dell’energia che avete trasmesso. Grazie per il vostro impegno e per la vostra dedizione.

Ma veniamo alla partita: il coach l’aveva preparata bene e aveva individuato le poche cose da fare per fermare il gioco del Redentore che è fatto in buona sostanza di semplici ma efficaci soluzioni:

  • tirare da tre sempre e comunque puntando alla realizzazione e in seconda battuta ai rimbalzi (un generale la chiamerebbe collaborazione tra artiglieria e fanteria);
  • la rumba ovvero le poderose accelerate in ripresa di gioco che richiedono grande dispendio di energie e rendono difficile il recupero.

A sentirlo sembrava facile da capire e da fare ma evidentemente non è stato così. E la partita è vissuta quindi sulle percentuali ossia sulla precisione al tiro più che sul gioco e l’USMi nell’ultimo quarto è caduta nella trappola di provare a rispondere al gioco del Redentore con lo stesso tipo di gioco, il che non ci ha aiutato.

1° quarto 20 – 17: la partita vive di fiammate e l’USMI parte bene e forte controllando la gara e come spesso accade finalizzando molto meno di quanto prodotto; il tempo scorre e i nostri ragazzi sono abbastanza precisi nei tiri portando a casa un vantaggio minimo ma significativo del gioco espresso e del controllo del campo.

2° quarto 14 – 12: i ragazzi riprendono il gioco ma cala la precisione (da entrambe le parti); ci sono sprazzi di bel gioco e due bombe di Giovanni che ci galvanizzano, ma non stiamo giocando come dovremmo e ci teniamo la squadra avversaria troppo vicina senza distaccarla di quei 10 punti che sarebbero la giusta misura della differenza per il gioco espresso.

Non si capisce se siamo noi il gatto che gioca con il topo, con il rischio che ci scappi per non averlo finito quando si poteva, o se sono loro il gatto e noi il topo che viene lasciato giocare in attesa della botta finale. Nell’intervallo il coach ricorda che non dobbiamo inseguirli nel loro territorio e che dobbiamo fare il nostro gioco.

3° quarto 12 – 14: la descrizione di questo quarto la dà il tabellino e i numeri che ne scaturiscono: 0% nei tiri da tre, 38% nei tiri da due e 33% nei tiri liberi quando avevamo una situazione dei falli per noi vantaggiosa; non siamo riusciti a sfruttare questa situazione e a girarla a nostro favore sfruttando l’uno contro uno che ci avrebbe consentito di arrivare a canestro o comunque di ottenere ulteriori falli. E così abbiamo perso un quarto che potevamo fare nostro incrementando il vantaggio.

4° quarto 14 – 27: riprendiamo l’ultimo quarto con un vantaggio esiguo ma sufficiente per gestire il risultato ma gli avversari cominciano una nuova partita applicando la loro tattica in modo basico ma efficace; con un parziale di 9 a 0 si portano in vantaggio e poi cominciano a gestire la partita mettendo il risultato in cassaforte. La differenza la troviamo netta e chiara nei numeri; se sommiamo il numero di azioni condotte non c’è grossa differenza, il solco lo determina la precisione nel tiro sia da due che da tre. A ciò dobbiamo aggiungere anche il maggior numero di falli da parte dei nostri ragazzi che nella lotta contro il tempo nel tentativo di recuperare ne spendono diversi senza successo.

Sabato prossimo 16 marzo alle ore 20 ci aspetta una faticosa trasferta a Vicenza contro il Nuovo l’Argine 2001, abbiamo bisogno del tifo e del supporto di tutti per affrontare questa squadra ostica.

TABELLINI
Sbrocco E. 17, Bosisio G. 11, Malagoli F. 7, Turi F. 7, Malagoli G. 6, Boaretto A. 5, Turi M. 4, De Nardo D. 3, Bassan C., Bruno M., Cisotto P.
All.re: Pellecchia.

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